Finanza

Conto deposito: come muoversi e quale scegliere

Chiunque rientri nell’ampia categoria dei risparmiatori è costantemente alla ricerca di una modalità conveniente grazie alla quale poter investire quanto messo da parte. Il fine è sempre lo stesso: ottenere un guadagno, anche se non incredibilmente elevato, contenendo i rischi. Per questa ragione esiste il conto deposito, che consente di mettere da parte dei soldi e ottenere una percentuale di guadagno, a patto che restino confinati su un determinato conto per un lasso di tempo prefissato. La ricerca di quello considerato migliore può prevedere una relativa perdita di tempo. Per questa ragione di seguito troverete un’analisi dei conti deposito più convincenti.

Il primo consiglio utile è chiarire con attenzione ogni aspetto contrattuale, a cominciare da chi andrà a pagare l’imposta di bollo, che corrisponde allo 0,20% di quanto depositato. Spesso è la banca a occuparsene ma non sempre. Importante è anche la capitalizzazione degli interessi, che può avvenire annualmente, trimestralmente o semestralmente. Ovviamente occorre tener conto anche della tassazione prevista sugli interessi, che è al 26% per quanto riguarda i conti deposito, mentre cala vertiginosamente al 12,50% se si parla di BTP e BFP, mentre per i più classici libretti postali è al 20%.

Va detto che ormai i tassi dei cosiddetti prodotti sicuri, tra i quali rientrano anche i conti deposito, sono calati, da quando la BCE è intervenuta con il Qe. Le offerte proposte dalle banche sono meno appetibili rispetto a qualche anno fa ma, proprio in funzione di tale caso, a volte capita che, per attirare nuovi clienti, qualche proposta interessante spunti sul mercato. Un elemento chiave di tale operazione risiede nel fatto che si consente di proteggere il proprio denaro dall’inflazione. Se così non fosse, sarebbe tutto inutile. Se infatti l’inflazione dovesse superare il tasso d’interesse, non lordo ma netto, allora il risparmiatore andrebbe in rosso.

Da consigliare è il conto deposito proposto da Banca Marche, che offre interessi netti, anche se l’imposta di bollo è a carico dell’utente, e una liquidazione posticipata a 366,30 euro. La Banca IFIS, invece, prende a carico il bollo con una liquidazione posticipata a 332,45 euro e interessi netti. La liquidazione inoltre è trimestrale, con un tasso garantito. Findomestic, infine, offre invece una liquidazione semestrale, con tasso dell’1,25% lordo. L’imposta di bollo è competenza della banca e il guadagno netto è di 259 euro.

 

 

 

Piaciuta la classifica? Lascia un commento:

Finanza