Cultura

Degli scavi rivelano nuove scoperte sulle teste dell’Isola di Pasqua

L’Isola di Pasqua, chiamata dai nativi Rapa Nui, che significa grande roccia, si trova nell’Oceano Pacifico ed appartiene al territorio del Cile. È un’isola di origine vulcanica dalla forma triangolare, ha una superficie di circa 163 chilometri quadrati e una popolazione costituita da poco più di 3.700 abitanti. Ciò che l’ha resa particolarmente nota sono i moai, ovvero le sue celebri sculture a forma di volto umano. Su di esse, si sono susseguite un sacco di credenze popolari e leggende, mentre gli archeologi di tutto il mondo le hanno studiate, e le stanno studiando ancora oggi, per scoprirne il significato tutt’ora misterioso. Recentemente, si è scoperto che non rappresentano soltanto delle teste, ma che possiedono anche un corpo sepolto sotto la terra.

Degli scavi rivelano nuove scoperte sulle teste dell'Isola di Pasqua

I moai sono statue monolitiche scolpite in una roccia vulcanica alle quali sono state conferite delle fattezze umane. La loro altezza varia da 2,5 metri a 10 metri, ad eccezione di un esemplare incompleto che arriva fino a 21 metri, e pesano da 75 ad 86 tonnellate. In origine erano sepolte fino al collo, ma i recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce il corpo di alcune di esse. Secondo alcuni studi, i nativi li scolpirono all’interno delle cave in posizione sdraiata, per poi alzarli e collocarli nelle aree costiere dell’isola. Sembra che siano stati trasportati in posizione eretta, mediante l’uso di rulli e corde, per fare in modo che “camminassero” fino alla loro destinazione.

Sull’Isola di Pasqua sono stati ritrovati 1.000 moai, anche se le 400 sculture rinvenute all’interno della cava di Rano Raraku sono incomplete. In origine avevano le pupille in ossidiana, un vetro naturale di origine vulcanica, ed un iride in sclera di corallo bianco. Alcuni possedevano anche un cappello di tufo rossastro. Oggi, è rimasto un solo esemplare che, dopo un’adeguato restauro, possiede sia le pupille che il copricapo.

Degli scavi rivelano nuove scoperte sulle teste dell'Isola di Pasqua

Il significato dei moai ed il motivo per cui i nativi dell’Isola di Pasqua li hanno scolpiti sono tutt’ora misteriosi. Secondo alcuni studiosi, auspicano benessere e prosperità nella direzione verso cui volgono lo sguardo, in particolare per quanto riguarda la pesca, attività importantissima per gli abitanti del luogo. Secondo altri, si tratta di monumenti realizzati in memoria di personaggi importanti o defunti, mentre altri ancora ipotizzano che siano le rappresentazioni delle divinità.

Un’antica leggenda locale narra di un capotribù alla ricerca di una terra in cui vivere, che scelse l’isola oggi conosciuta come Isola di Pasqua. Nel corso dei secoli, il territorio venne spartito tra i suoi discendenti, e ad ogni capo clan è stato dedicato un monolito posto sulla loro tomba. Ciascuno di essi avrebbe assorbito il mana del defunto per garantire alla popolazione il favore degli dei, come la pioggia e la prosperità.

Degli scavi rivelano nuove scoperte sulle teste dell'Isola di Pasqua

Recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce il corpo sepolto dei moai. Le sculture non sono, quindi, soltanto delle teste, ma delle vere e proprie statue dotate di spalle, torso e braccia che, nel corso dei secoli, sono state sotterrate dalla terra. Sul loro dorso sono stati scolpiti dei simboli in rongorongo, ovvero un sistema di scrittura costituito da iscrizioni e glifi che nessuno è riuscito ad interpretare con certezza, nonostante siano ben conservati e perfettamente visibili.

Il lavoro degli archeologi sulle misteriose statue dell’Isola di Pasqua non è, dunque, finito. C’è ancora moltissimo da chiarire e scoprire sull’interessante cultura dei suoi abitanti nativi.

 

 

 

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