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Il decalogo di Altroconsumo per limitare i rischi dei conti deposito

Si continua a parlare molto della crisi del sistema bancario tricolore, anche alla luce delle grandi polemiche che hanno fatto seguito ad alcuni controversi provvedimenti varati dal governo, a partire dal bail-in. Si tratta del nuovo meccanismo teso a risolvere le crisi bancarie andando a coinvolgere nelle operazioni anche obbligazionisti e correntisti ove si presenti il possibile default di un istituto bancario. Entrato in vigore il primo giorno del 2016, il bail-in chiama in pratica anche i detentori di conti correnti e deposito ad accollarsi il peso della crisi del loro istituto bancario per la parte del conto eccedente i 100.000 euro.

Il rischio ingenerato da questo nuovo regolamento costringe i correntisti a esaminare a fondo la situazione e, soprattutto, a cercare nuove vie in grado di limitare rischi che in un momento in cui sono molti gli istituti bancari in stato di assoluta precarietà, sono sempre più vistosi. A soccorso dei correntisti va notato il decalogo redatto da Altroconsumo, il quale fornisce una serie di utili suggerimenti, da tenere nel debito conto.

Il primo dei suggerimenti dati dagli esperti di Altroconsumo riguarda proprio il portafogli degli investimenti, il quale dovrebbe essere creato cercando di contemperare le esigenze di sicurezza con la possibilità di ricavare comunque rendimenti apprezzabili. Per poterlo fare, può rendersi necessario investire su diversi conti, rendendo più basso il rischio che qualcosa possa andare storto. La strategia in questione, si avvale in particolare di due passi. Per prima cosa, occorre restare al di sotto della quota dei 100.000 euro; per chi deve investire una cifra maggiore, la soluzione può essere quella di cointestare il conto ad un familiare, step che comporta un raddoppio della tutela esercitata dal Fondo Interbancario, la cui garanzia copre ogni depositante del conto. Se si aggiunge quindi un familiare, si può depositare una somma fino a 200.000 euro e dormire sonni tranquilli. Nel caso contrario è il caso di spezzettare il capitale su più conti. In secondo luogo, bisogna cercare di ottenere i migliori tassi offerti dal mercato, provvedendo all’individuazione delle migliori proposte del sistema bancario per importi e scadenze, magari ricorrendo ad un comparatore.

Naturalmente, non tutti coloro che accendono un conto corrente o deposito presso una banca hanno la possibilità di informarsi sul suo effettivo stato di salute. Ci sono però dei modi per informarsi al riguardo, a partire dall’esame di un indicatore divenuto molto rilevante al fine di comprendere lo stato di salute di una banca, ovvero il Common Equity Tier 1, un indicatore teso a rapportare il patrimonio netto della banca, ovvero il capitale sociale più le riserve, ai rischi assunti, misurando il totale delle attività ponderate per il grado di rischio. La soglia minima di CET1 Ratio per le banche europee è attestata all’8%, un dato che permette ad un istituto di effettuare operazioni finanziarie ponderate per il rischio sino ad arrivare a 12,5 volte il proprio capitale. Infrangendo questa soglia, la banca può essere considerata a rischio e andrebbe di conseguenza attentamente evitata.

 

 

 

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