Attualità

La medicina ha fatto grandi passi avanti ma la chemioterapia è ancora necessaria

La mortalità causata dai tumori sarebbe in deciso calo, almeno stando al consueto studio realizzato da Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e Airtum (Associazione italiana registri tumori). Il report ricorda come il dato regredisca dell’1% circa ogni anno, mentre di concerto continuano ad aumentare la percentuale dei successi. In particolare, il dato relativo a coloro che sono riusciti a sopravvivere all’insorgenza di un cancro a cinque anni dalla prima prognosi è passato dal 39%  al 57% nel caso degli uomini e dal 53 al 63% in quello delle donne, nel periodo che va dal 1990 al 2005. A cosa è dovuto questo sensibile progresso?

la-medicina-ha-fatto-grandi-passi-avanti-ma-la-chemioterapia-e-ancora-necessaria

Gli addetti ai lavori e gli esperti indicano in un mix di fattori la causa di questi progressi: le strategie di prevenzione andrebbero cioè a saldare i loro effetti a quelli prodotti dall’arrivo di misure terapeutiche più efficaci.
In questo quadro un posto di assoluto rilievo spetta ancora alla chemioterapia, una delle cure più vecchie ma ancora oggi più efficaci, nonostante le polemiche che l’hanno investita negli ultimi mesi. Il dibattito sulla chemioterapia è stato riaperto in questi giorni dal clamoroso caso che ha riguardato Eleonora Bottaro, la ragazza deceduta a seguito del rifiuto opposto dai genitori alla chemioterapia, preferendo affidare la vita della figlia ai metodi alternativi del tedesco Ryke Geerd Hamer, medico non più abilitato all’esercizio della professione. Un caso clamoroso, reso tale dalle accuse dei medici di Padova, secondo i quali la forma di leucemia della diciottenne poteva essere curata con la normale chemioterapia. Alla stregua di almeno altri tre casi analoghi verificati a Torino, nei quali i pazienti hanno preferito affidarsi alla medicina alternativa. La polemica è stata poi rilanciata dall’attrice Eleonora Brigliadori, che nel corso di una puntata del Maurizio Costanzo Show ha affermato di essersi curata dal cancro al seno senza chemioterapia, scagliandosi contro il business che a suo dire la alimenterebbe.

la-medicina-ha-fatto-grandi-passi-avanti-ma-la-chemioterapia-e-ancora-necessaria

Le affermazioni della Brigliadori hanno naturalmente soffiato di nuovo sulle vele di una polemica che però è assolutamente pericolosa. Secondo Michele Maio, responsabile dell’U.O.C. Immunoterapia Oncologica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, la chemioterapia non solo è stata nel passato un mezzo fondamentale di contrasto al cancro, ma rimane ancora oggi un caposaldo in tal senso, sommando la sua azione a strumenti come radioterapia e chirurgia. Se, infatti, è ormai comprovata la elevata tossicità degli agenti chemioterapici, a causa delle stesse modalità con cui sono chiamati ad agire sul corpo umano, dall’altro lato con il passare degli anni sono stati fatti grandi progressi per attenuarla.

La revisione dei dosaggi, lo sviluppo di terapie di supporto tese al contenimento degli effetti collaterali, la combinazione dei vari agenti in regime di poli-chemioterapia hanno infatti portato ad un notevole aumento dell’efficacia delle terapie, tanto da spingere lo stesso Maio ad affermare un vero e proprio mutamento nella storia di questa malattia, indicando soprattutto nel tumore al colon e alla mammella i campi in cui la chemioterapia abbia fatto valere la sua azione terapeutica. È Annamaria Molino, direttore dell’U.O.C. di oncologia presso l’Ospedale Civile Maggiore di Verona, a spiegare che, anche se le terapie a bersaglio molecolare hanno aumentato la percentuale di successi, esse da sole non bastano e devono essere integrate con la chemioterapia.

 

 

 

Piaciuta la classifica? Lascia un commento:

Attualità