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La memoria eterna: un chip di vetro in grado di memorizzare 360 terabyte di dati

Nel momento in cui decidiamo di conservare file e dati all’interno di un dispositivo di memoria di massa, desideriamo senza alcun dubbio che questi possono essere conservati a lungo e che, soprattutto, non vengano perduti improvvisamente. Allo stesso modo, si spera che il mezzo di archiviazione si mantenga in buono stato il più a lungo possibile. Questo accade perché gli attuali chip di memoria si deteriorano nel corso degli anni ed hanno una vita massima che viene stimata in un decennio. Questa durata varia in base ad un parametro importante, ovvero i cicli di scrittura, ovvero il numero massimo di memorizzazioni e cancellazioni che si possono effettuare. Si tratta di un numero elevatissimo, ma pone comunque un limite all’utilizzo del dispositivo.

Recentemente, sono stati annunciati i risultati relativi ad un importante esperimento effettuato dai ricercatori dell’Università di Southampton nel campo dei chip e dei dispositivi di archiviazione dei dati: si tratta di una memoria di massa eterna.

La memoria eterna

Il progetto è stato avviato nel 2013, quando i ricercatori riuscirono a memorizzare un file di testo all’interno di un chip di vetro utilizzando un fascio laser. Questo è stato possibile grazie all’intensità del fascio di luce pulsata, che ha permesso di alterare la struttura delle particelle atomiche del vetro. In questo modo, si sono potuti creare dei buchi di minuscole dimensioni ciascuno dei quali ha una capacità di memorizzazione pari a 3 byte.

Allineando più chip e componendo molteplici strati, si può comporre un vero e proprio dispositivo di archiviazione che possiede, oltre ad un’enorme capacità di memorizzazione, uno spessore inferiore a quello di un capello.

La memoria eterna

Il chip di vetro memorizza i dati in 5D, ovvero quelle spaziali, l’intensità e la polarità del laser usato per la loro scrittura. Dopo aver apportato alcune migliorie, i ricercatori hanno trascritto su uno di essi la Bibbia, la Magna Carta e la Dichiarazione universale dei diritti umani.

Nella sua versione attuale, il chip ha una capacità di 360 terabyte, che equivale a circa 200 milioni di ebook. Inoltre, può lavorare ad una temperatura massima di 190°C e, anche grazie a ciò, mantenersi in buono stato per 13,8 miliardi di anni. Non si tratta di una durata di vita casuale, bensì quella stimata dell’universo.

 

 

 

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