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Le api-zombie invadono gli Stati Uniti: ecco spiegato il fenomeno

Come spesso capita di osservare, la realtà a volte è in grado di eguagliare o superare anche le più fervide fantasie: e se gli zombie non fossero una possibilità così remota, ma una verità già in atto? Ricercatori e biologi sono alle prese, già dal 2008, con una vicenda che ha dell’incredibile e coinvolge le pacifiche api e misteriosi parassiti capaci di impadronirsi del loro corpo. Le api-zombie – questo il nome dato al fenomeno – sono api infestate da un pericoloso foride parrassitoide, l’Apocephalus borealis, che ha scelto l’interno del loro corpo per deporre le proprie uova e assicurare continuità alla sua specie.

Il dettaglio sconvolgente è che l’ape continua a vivere per qualche ora dopo la deposizione, ma adotta dei comportamenti inusuali e vaga in preda alla confusione, percorrendo grandi spazi prima di morire. Dopo la schiusa delle uova, le larve si nutrono dell’ape e lasciano finalmente il corpo, anche a chilometri di distanza dal luogo di origine. Questo schema ha permesso una rapida diffusione del fenomeno: osservato per la prima volta nelle coste meridionali degli Stati Uniti, tra il 2013 e il 2014 si sono registrati i primi casi nella costa orientale e – oggi – nello stato della Virginia.

Api-zombie

Fin dalla scoperta di questo inquietante fenomeno, gli studiosi hanno manifestato interesse e preoccupazione per la sorte delle api e per le pericolose conseguenze di un’epidemia ancora senza soluzioni. Il primo studio a riguardo risale al 2012 ed è attribuito al biologo John Hafernik. Pubblicato sulla rivista scientifica Plosone, A New Threat to Honey Bees, the Parasitic Phorid Fly Apocephalus borealis descrive con precisione tutti gli aspetti del fenomeno, all’epoca ancora territorialmente limitato a una piccola zona degli Stati Uniti.

Api-zombie

I nuovi avvistamenti suggeriscono un pericoloso peggioramento della portata dell’epidemia in atto, che secondo le previsioni potrebbe raggiungere livelli d’allarme già dal prossimo autunno. La specie delle api è da tempo in grave pericolo di estinzione a causa di fenomeni di origine umana, come l’inquinamento atmosferico, e dei repentini cambi climatici che il nostro pianeta sta attraversando da alcuni decenni. Si tratta, infatti, di una specie particolarmente sensibile alle variazioni ambientali, spesso studiata proprio per la sua capacità di percepire cambiamenti ancora invisibili all’occhio umano. L’aggressione del parassita potrebbe rappresentare un duro colpo all’equilibrio della specie, che ricopre un ruolo essenziale per la sopravvivenza di moltissime specie vegetali. Il venir meno delle api inciderebbe soprattutto sul benessere dell’agricoltura, causando danni da milioni di dollari all’anno per gli operatori di settore. La fetta di mercato legata alle attività agricole è già in forte allarme per questo nuovo duro colpo e attende al più presto una soluzione per debellare l’Apocephalus borealis e assicurare buona salute alle preziose api: non resta che rimanere in attesa della parola degli esperti.

 

 

 

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