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Nato il primo figlio di tre genitori: la nuova rivoluzionaria tecnica di procreazione assistita

In questi giorni ha avuto un ampio risalto la notizia della nascita del primo bambino nato da tre genitori, grazie ad una sofisticata tecnica chiamata Spindle Nuclear Transfer. Il piccolo è nato in Messico lo scorso 6 aprile grazie al lavoro del New Hope Fertility Center di New York e, in questi giorni in cui si parla tanto di lui, ha già cinque mesi. Grazie a questa tecnica, Abrahim Hassan è venuto al mondo senza la sindrome di Leigh, meglio nota come encefalopatia necrotizzante subacuta, presente nel genotipo della madre: è infatti una malattia di origine genetica, a causa della quale i suoi genitori hanno perso un bambino di 8 mesi, uno di 6 anni ed altri 4 durante la gravidanza.

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In casi di questo tipo si era utilizzata finora la tecnica di trasferimento pronucleare, approvata in paesi quali la Gran Bretagna ma disapprovata, per motivi religiosi, dai genitori di Abrahim. Il trasferimento pronucleare prevede infatti la rimozione dei nuclei da due ovociti fecondati, quello materno e quello di una donatrice, affinché quello sano venga sostituito a quello portatore di malattie genetiche. Questa tecnica però prevede la distruzione di due embrioni e quindi, in un’ottica religiosa, il sacrificio di una vita per un’altra.
Lo Spindle Nuclear Transfer agisce invece sugli ovociti prima della fecondazione, invertendone semplicemente i nuclei, ed evitando così la distruzione di due embrioni: la fase di fecondazione infatti avviene in questo caso in vitro e l’embrione sano, quello che poi ha dato vita ad Abrahim, è stato impiantato nella madre dopo la fecondazione con gli spermatozoi paterni e ha vissuto una regolare gravidanza di 9 mesi.

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La mutazione genetica che porta alla sindrome di Leigh non è stata eliminata del tutto dai mitocondri del piccolo Abrahim: è infatti ancora presente nell’1% di questi. Tuttavia, si tratta di una percentuale così bassa che i medici ritengono infima la possibilità che insorgano i problemi che tale mutazione può già portare con un 18% di mitocondri che la contengono. La possibilità che la mutazione si replichi e proliferi aumentando la sua presenza non è del tutto impossibile, e per questo motivo l’equipe del New Hope Fertility Center, che ha dovuto sperimentare in Messico la tecnica a causa delle leggi statunitensi, continuerà a monitorare la situazione guidata dal suo responsabile, il dottor John Zhang.

 

 

 

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