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Prestiti a pensionati con pensione minima INPS

Ogni anno l’INPS fissa l’importo della pensione minima, ossia la soglia di mensilità che va sempre e comunque erogata a chi possiede i requisiti di pensionabilità. Tale minimale dev’essere rispettato, sia nel caso di pignoramento del quinto o di parte della pensione, sia nell’ipotesi di cessione volontaria del quinto stesso come garanzia per un prestito finanziario. Per il 2017, la pensione minima è di 501,89 euro e il personale in quiescenza deve tener conto di tale importo nel valutare se e quanto chiedere in prestito. Di conseguenza, nel caso in cui il finanziamento sia garantito unicamente dalla cessione della quinta parte della pensione, l’ammontare della stessa e quello del capitale finanziato saranno direttamente proporzionali.

Quali sono i conteggi che un pensionato deve fare per verificare la capienza della propria pensione in vista di una richiesta di finanziamento? Il pensionato deve considerare l’importo della mensilità percepita al netto delle ritenute previdenziali e fiscali, nonché delle quote da destinare a copertura di altri finanziamenti in corso. Calcolata la quinta parte di detto ammontare, la differenza tra quest’ultimo valore e la pensione netta non dev’essere inferiore al minimale INPS, ossia a 501,89 euro.

Facciamo due esempi pratici. Se un pensionato percepisce una pensione netta di 800 euro, il quinto cedibile è pari a 160 euro; la differenza è di 640 euro, superiore alla pensione minima INPS per il 2017, e questo significa che sarà possibile richiedere un prestito cedendo la quinta parte della pensione con rata mensile massima, comprensiva di capitale e interesse, pari a 160 euro. Nel caso in cui il pensionato percepisca una pensione netta pari a 600 euro le cose cambiano, perché la quinta parte di 600 euro è pari a 120 euro; sottraendo tale ultimo importo dalla mensilità netta complessiva si ottiene 480 euro, un ammontare inferiore alla pensione minima; in tal caso si applica la clausola di salvaguardia prevista dall’INPS, in base alla quale la quota parte della pensione netta da destinare a copertura di un prestito può essere, al massimo, pari a 98,11 euro, data dalla differenza tra 600 euro e 501,89 euro.

Per ultimo, si ricorda che la cessione del quinto della pensione non è l’unica modalità per rimborsare un prestito, ma rappresenta sicuramente la via più semplice e veloce per l’ottenimento dello stesso. Tuttavia, il pensionato può optare per la richiesta di un prestito ordinario, tenendo conto che, comunque, il limite del quinto della mensilità e quello della pensione minima INPS devono essere sempre rispettati.

Se il finanziamento è garantito da altri importi, oltre alla pensione, atti ad ampliare la capacità di spesa mensile del richiedente oppure da garanzie reali e/o personali prestate dallo stesso, l’ammontare della pensione non rappresenta l’unico parametro che determina l’ottenimento del prestito e l’importo dello stesso. Si ricorda, inoltre, che tra i fattori che incidono sulle concessioni di tali prestiti vi è l’età del richiedente, che non può essere superiore a 80 anni al termine del piano d’ammortamento. Quest’ultimo, a sua volta, non può essere superiore a 120 rate.

 

 

 

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