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Prestiti a pensionati in aumento

La difficile congiuntura economica che continua a caratterizzare il nostro paese si riverbera su larghe fette della popolazione, andandosi a cumulare con una serie di fattori che rischiano di rendere sempre più complicata la situazione. Va infatti sottolineato come ormai da anni in Italia si verifichi un costante calo del potere d’acquisto di pensioni e stipendi, che secondo le statistiche formulate da Istat si sarebbe contratto del 4% negli anni tra il 2008 e il 2014. Il tutto in un momento in cui anche gli indici di disoccupazione sono tornati a salire, colpendo in particolare le fasce giovanili, per le quali il posto fisso sembra ormai un vero e proprio miraggio.

Proprio il saldarsi di queste condizioni ha fatto della parte più anziana della popolazione una sorta di ammortizzatore sociale per un numero sempre crescente di famiglie. Chi gode di un trattamento pensionistico, ormai, si ritrova sempre più spesso a dover sostenere un figlio o un nipote che invece non riescono a raggiungere livelli reddituali adeguati. Una situazione di cui ha dovuto tenere nel debito conto lo stesso sistema bancario, approntando una offerta sempre più completa a favore della parte più anziana della popolazione di un paese che continua ad aumentare da parte sua l’aspettativa di vita.

I prestiti ai pensionati rientrano nella categoria di quelli non finalizzati e quindi non richiedono alcuna motivazione per essere accordati. La condizione ineludibile è appunto la presenza di una pensione sulla quale il richiedente e l’ente erogante potranno impostare il piano di rientro del capitale accordato, più gli interessi maturati. L’unica limitazione, in tal senso, è quella relativa alle pensioni di invalidità civile e minime. Solitamente l’arco temporale entro il quale occorre restituire il finanziamento si attesta a dieci anni, mentre l’età massima considerata, per ovvi motivi, è di 75 anni. Tra i prestiti per pensionati più utilizzati in assoluto nel nostro paese va ricordata in particolare la cessione del quinto, che anche nell’ultimo anno è cresciuto ad un ritmo molto alto.

All’interno dei prestiti ai pensionati, va ricordato come negli ultimi mesi si sia molto discusso del prestito vitalizio ipotecario. Si tratta di una formula che consente agli anziani di ottenere un prestito ipotecando la propria abitazione, sia da parte di istituti bancari che di altri soggetti. Questa formula ha destato non poche perplessità, in quanto gli eredi possono a loro volta rientrare in possesso del bene, a condizioni che però non sembrano eccessivamente favorevoli. Anche il periodo in cui deve avvenire il rientro della somma concessa, pari a 12 mesi, sembra spostare l’equilibrio della trattativa verso colui che accorda il prestito. Inoltre il beneficiario del prestito sarà tenuto a sua volta a versare le imposte patrimoniali che fanno riferimento all’immobile, restando comunque proprietario dell’abitazione.

Non va poi dimenticato come debba essere applicata un’aliquota sostitutiva pari allo 0,25% sull’importo complessivo del prestito, andando ad accorpare le imposte di bollo, di registro, catastali, ipotecarie, oltre alle tasse di concessioni governative. Proprio per questo motivo, prima di aderire a questa ipotesi, sarebbe il caso di verificare la possibilità di praticare strade alternative, in grado di non ledere i diritti degli eredi.

 

 

 

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