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Prestiti con cessione del quinto della pensione INPS

Ottenere un prestito garantendone il rientro con la cessione del quinto di stipendio o pensione significa autorizzare l’erogatore della mensilità a operare una trattenuta che viene direttamente versata al finanziatore a titolo di rimborso del capitale prestato. Il beneficiario del prestito, quindi, non dovrà effettuare altri versamenti e, spesso, non sarà tenuto a presentare ulteriori garanzie per l’ottenimento del finanziamento.

Questo canale di accesso al credito è dedicato anche a tutti i pensionati INPS con età non superiore ai 90 anni, purché la loro pensione mensile abbia un importo superiore a 501,89 euro, pari alla pensione minima INPS per l’anno 2017, e la percepiscano da almeno 6 anni. Quando si parla di pensione ci si riferisce non solo a quella di vecchiaia o anzianità, ma anche alle mensilità ricevute a titolo di invalidità, tranne quella civile, inabilità, per successione legittima del coniuge o reversibilità. L’ottenimento di un prestito con la modalità di cessione del quinto è possibile anche dai cosiddetti cattivi pagatori, ossia coloro che risultano segnalati al CRIF o inseriti negli elenchi pubblici dei protestati.

La presenza di un altro finanziamento in corso non costituisce causa ostativa per la richiesta di un prestito con cessione del quinto, a patto che vi sia capienza dell’importo mensilmente ricevuto. Infatti, la pensione mensile non può essere decurtata, a titolo di rimborso di finanziamenti, per un importo superiore al 20% del suo ammontare al netto delle ritenute previdenziali e fiscali. Questi prestiti, al pari di quelli ordinari, possono essere estinti anticipatamente, previo pagamento del debito residuo e dell’apposita penale, nonché, in certe circostanze, rinnovati.

Tutti coloro che richiedono un finanziamento garantito con la cessione del quinto della pensione devono stipulare una polizza sulla vita, il cui costo ricade interamente sul richiedente. La documentazione da predisporre per inoltrare la domanda di finanziamento consiste nell’ultimo cedolino della pensione e in una copia della carta d’identità e del codice fiscale. Il pensionato, prima di inoltrare domanda di prestito, deve chiedere all’INPS la comunicazione di cedibilità della pensione, nella quale l’ente erogante la stessa attesta qual è la quota massima di mensilità che può essere trattenuta a titolo di rimborso del finanziamento. Tale documento può essere richiesto direttamente presso gli sportelli INPS. Se il pensionato si affida a una banca o finanziaria convenzionata con l’INPS, sarà lo stesso finanziatore a procurarsi la comunicazione di cui sopra.

La durata di rimborso del prestito è al massimo decennale, mentre l’importo dipende da vari fattori, primo fra tutti l’ammontare della pensione percepita. La rata massima della quinta parte della pensione che può essere destinata a rimborso del prestito deve tener conto anche della salvaguardia della mensilità minima INPS: per l’anno 2017, tale ammontare è pari a 501,89 euro, quindi la differenza tra pensione netta percepita e rata da destinare al rimborso del prestito non può essere inferiore all’importo minimo sopraindicato.

 

 

 

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