Finanza

Prestito con cessione del quinto: come ottenere il consenso

La situazione del credito nel nostro paese continua ad essere oggetto di attenzione da parte dell’opinione pubblica. Se sino a qualche mese poteva ancora parlarsi di credit crunch e di forti strozzature nel rapporto tra sistema bancario ed economia reale, oggi la situazione sembra notevolmente migliorata. I finanziamenti ad imprese e famiglie crescono con un ritmo abbastanza intenso, ma alcune categorie di utenti continuano a trovare la strada sbarrata nella loro richiesta di liquidità aggiuntiva. Una situazione che permane soprattutto nei confronti dei più giovani, in particolare i lavoratori precari o atipici e quelli che non hanno più la sicurezza del posto fisso, dopo l’entrata in vigore del Jobs Act. Una situazione in forte evoluzione tale da spingere il sistema creditizio a dare vita ad aggiustamenti nella sua politica, in grado di tenere nel debito conto la realtà delle cose.

In questa particolare situazione, alcune forme di prestito sono naturalmente destinate a trarre ulteriore vigore. In particolare, è il caso della cessione del quinto, ovvero quella forma di finanziamento che viene accordata a lavoratori e pensionati, proprio in virtù della possibilità di scalare il debito alla fonte, ovvero dallo stipendio o dal trattamento pensionistico. Proprio la particolare natura del rapporto che viene ad instaurarsi tra istituto che accorda il finanziamento e cliente spinge il primo ad accordare con una certa facilità il prestito, anche a utenti che sono magari iscritti agli elenchi dei cattivi pagatori. Anche in presenza di un merito creditizio non esaltante, infatti, l’ente erogante non ha particolare motivo di preoccuparsi, potendo bypassare ogni eventuale tentativo di ostruzione della controparte con il prelievo automatico alla fine del mese.

Va però ricordato che il consenso dell’istituto bancario alla cessione del quinto non è automatico, come erroneamente sembrano accreditare alcuni addetti ai lavori. A poter costituire un parziale impedimento sono infatti alcuni parametri da tenere effettivamente in considerazione. Nella fase di istruttoria, in effetti, la banca andrà sicuramente ad occuparsi della solidità dell’impresa per cui lavora il soggetto richiedente. Una indagine in cui i dati da analizzare con molta attenzione saranno in particolare l’organico dell’impresa e la sua effettiva condizione finanziaria.

Per quanto riguarda il primo fattore, andrebbe precisato come ogni banca abbia una particolare politica al riguardo. Alcuni istituti sono soliti non accettare richieste relative a coloro che lavorino in imprese sotto i quindici addetti, mentre altre alzano l’asticella. La media nel nostro paese è comunque attestata a sedici lavoratori, dato che consiglia di informarsi attentamente se si lavora in una piccola società.

Per quanto riguarda il secondo dato, la ratio che lo ispira sembra del tutto normale, in quanto il fallimento dell’impresa aprirebbe le strade a possibili contenziosi con il cliente al quale sia stato accordato il finanziamento. È quindi del tutto logico che la banca prima di concedere la cessione del quinto provveda ad effettuare una vera e propria indagine, tesa a capire se l’azienda in cui presta la sua opera il richiedente possa fungere da base per una trattativa sicura o meno.

 

 

 

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