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Trading in opzioni binarie: i migliori indicatori

Nel campo del trading è sempre consigliabile guardarsi intorno alla ricerca degli ultimi aggiornamenti, affidandosi a chiunque ne sappia di più, senza aggrapparsi all’orgoglio. Cercando sul web è alquanto facile rendersi conto che esistono decisamente alcuni indicatori migliori di altri. La seguente guida ha il compito di consentire l’individuazione degli indicatori più accreditati, in grado di garantire migliori percentuali di guadagno nel trading in opzioni binarie.

L’unico vero modo grazie al quale sperare di riuscire a ottenere dei guadagni, sostanziosi o marginali che siano, è seguire costantemente l’andamento del mercato. In questo modo, al netto di qualche perdita, si potranno mantenere le entrate alquanto costanti. Restare aggiornati sul mercato vuol dire ovviamente seguire attentamente le tendenze dello stesso, che possono essere rialziste o ribassiste. In questo mondo però è forse meglio adoperare alcuni inglesismi, come uptrend e downtrend. Vanno poi considerate anche le fasi orizzontali e laterali, dette anche trendless. In questi casi il valore preso in considerazione non fa che muoversi tra due valori fissati, senza riuscire realmente a salire o scendere in maniera consistente. Infine, concludendo così l’analisi dei trend, questi vengono suddivisi in trend a lungo termine, di almeno un anno, intermedio, da uno a più mesi, e a breve termine, ovvero che non superano neanche tre settimane.

Gli indicatori migliori sono di certo quelli che consentono all’utente di prevedere con un minimo anticipo quando una tendenza presa d’interesse si sta indebolendo, così da poter correre ai ripari, quando l’inversione negativa inizia a manifestare i primi segnali. I soli indicatori però non possono bastare. Occorre studiare, come detto, guardando al mercato e ai grafici dei prezzi.

L’indicatore di Bande di Bollinger: questo tipo di indicatore è ritenuto uno dei migliori, soprattutto grazie al suo utilizzo semplice, alla portata di tutti. Esso è composto da tre linee, che possono alzarsi, abbassarsi, restringersi o allargarsi, a seconda dei movimenti del mercato. Sarebbe consigliabile però combinare questo indicatore con RSI o MACD.

L’oscillatore Relative Strenght Index: conosciuto anche come RSI, differenzia dal Bollinger unicamente per una differente rappresentazione, in parte anche più precisa. L’utente può osservare una media oscillante tra due valori, ovvero iper venduto e iper comprato.

Con iper venduto si fa riferimento a un prezzo che sta per salire, mentre con iper comprato si preannuncia un’inversione negativa. Sul grafico è disponibile una sola linea, da 0 a 100 e, per poter definire una situazione di iper venduto, occorre vedere questa linea al di sotto del trenta. Per definirla di iper comprato invece, al di sopra del settanta.

L’indicatore MACD è uno degli indicatori più utilizzati, soprattutto perché calcola automaticamente la signal line, consentendo di risparmiare del tempo. Si otterrà un segnale al rialzo nel caso la linea MACD passi attraverso la signal line dal basso all’alto. Si otterrà invece un segnale al ribasso se lo stesso avviene dall’alto verso il basso.

 

 

 

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